La Casa Del Pittore

Aprile 2023.

Premessa

Questo luogo non lo avevo nemmeno sulla mappa. Sapendo che ero in tour più o meno in quella zona, un’amica mi ha dato le coordinate consigliandomi di andare a vederlo. Ho aggiunto questa tappa come prima del giorno successivo senza sapere nemmeno cosa avrei trovato; mi sono fidato e ho fatto bene.

Storia

Si tratta della casa di campagna di un pittore abbastanza famoso in zona, morto senza lasciare eredi, dove era solito dipingere e realizzare le sue opere. Cercando informazioni online, pare che, abbastanza recentemente, due personaggi abbiano avuto la brillante idea di prelevare le opere d’arte rimaste nella casa per esporle in una mostra da loro organizzata; stranamente, però, la mostra è stata poi annullata perché pare che a qualche avvocato non sia piaciuta questa spinta artistica basata sull’appropriazione indebita (LOL).

Esplorazione

Il sole è ancora basso e una leggera nebbiolina aleggia ancora sui campi, mentre mi avvicino al punto indicato dalle coordinate ricevute. La strada si fa sempre più stretta e dissestata man mano che mi avvicino. È il momento di parcheggiare l’auto a debita distanza per non dare troppo nell’occhio e di proseguire a piedi. La destinazione è invisibile, celata dagli alberi come una piccola isola verde scuro in un mare di campi coltivati. Non ci sono recinzioni o ostacoli da superare se non la vegetazione cresciuta sulla stradina d’ingresso. Finalmente appare di fronte a me la piccola casetta, isolata dal mondo grazie alla distanza e alle piante che le hanno creato uno scudo tutto intorno. A piano terra una porta è aperta e conduce direttamente al laboratorio del pittore. Sicuramente qualcuno prima di me ha spostato oggetti e rovistato, ma l’ambiente appare ancora tutto sommato simile a come doveva essere in origine.

Intorno a me ci sono decine di opere, dipinti su tela, su legno, cornici vuote, appese e ammucchiate. Su mobili e tavoli, sparsi un po’ ovunque, libri, fumetti, tubetti di colore, barattoli di vernice, pennelli, matite e tavolozze con ancora sopra gli ultimi colori utilizzati, seccati per sempre. L’ambiente trasmette semplicità e praticità. Molti pennelli sono conservati nei barattoli di latta delle conserve, i mobili sono vecchi e sembrano recuperati qua e là alla bell’e meglio.

Le pareti annerite del grande camino suggeriscono che fosse il sistema con cui l’artista riscaldava il suo laboratorio nei giorni più freddi. Tra gli oggetti sparsi in giro vedo il volantino di una sua mostra tenutasi una dozzina di anni prima della sua morte, periodo in cui evidentemente era ancora piuttosto prolifico.

Esco dal laboratorio e dopo pochi passi nel giardino varco un’altra porta spalancata, che si affaccia su una ripida e lunga scala che sale. La salgo e mi trovo in un piccolo appartamento, dall’atmosfera molto intima e rustica. Il locale più grande è quello della sala da pranzo, che ospita una cucina perfettamente attrezzata. La luce ancora tenue che entra dalla piccola e polverosa finestra illumina la tavola, che probabilmente qualcuno ha apparecchiato ad arte, con piatti, bicchieri e posate. C’è persino un bicchiere di vino rosso che aspetta di essere sorseggiato.

L’atmosfera e l’intimità di questa cucina inviterebbero a sedersi per fare colazione, ma ci sono tanti, tantissimi particolari e oggetti da osservare e immortalare. Ci sono bottiglie di liquore, olio, aceto, barattoli di miele e di caffè. Le stoviglie messe ad asciugare di fianco al lavandino potrebbero veramente essere lì da quando l’abitante della casa ve le ha riposte per l’ultima volta. Sul davanzale della finestra ci sono dei libri, tra cui uno su Leonardo e uno su Cézanne, letture che ci si aspetta di trovare nella casa di un pittore. Dalla parte opposta della stanza c’è una piccola stufa a legna, che veniva usata per riscaldare la stanza e l’acqua, tramite il bollitore ancora appoggiato sopra.

Superato il piccolo bagnetto, in cui i sanitari sono stati distrutti dai ladri che si sono portati via i miscelatori, si accede all’unico altro locale dell’abitazione, cioè la camera da letto del pittore. Il protagonista qui è un letto con un piccolo baldacchino e un drappo rosso carminio in tessuto lucido, tipo raso, che copre la parete sopra la testiera.

Di fronte, sopra un tavolino verde in legno è appoggiato un mappamondo, coprendo in parte lo specchio appeso al muro. Di fianco al letto c’è uno sgabello, che forse veniva usato come comodino e su cui è appoggiato un cappello da uomo. Le piante sono cresciute fino all’altezza della finestra e la luce che entra nella stanza è davvero poca; devo fotografare con l’ausilio del faretto. Anche le tende alla finestra sono rosse e in alto, vicino alla riloga, vi si aggrappa un enorme nido di calabroni, per fortuna ormai disabitato. Gli armadi e le cassettiere sono purtroppo a soqquadro grazie ai ladri che hanno rovesciato tutto, cercando oggetti di valore.

Dopo qualche scatto ridiscendo la scala e faccio un giro intorno alla casa, senza trovare nient’altro di interessante nel giardino; lascio quindi quell’oasi di tranquillità, soddisfatto e grato della scoperta, anche se conscio di non aver scattato delle foto di qualità come avrei voluto, a causa della poca luce disponibile.

Conclusioni

Un posto diverso dal solito, un’esperienza per me abbastanza nuova all’epoca, quella di trovarmi in un’abitazione ancora così ricca di oggetti e ben conservata. Un’esplorazione inaspettata, una piacevole sorpresa. Quel giorno non fu nemmeno l’ultima, segno che a volte le cose migliori sono quelle improvvisate.

Le foto qui presenti risalgono ad Aprile 2023.

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