Aprile 2023.
Premessa
Durante uno dei primissimi tour in solitaria di più giorni, avevo buttato in fondo alla lista del primo giorno questa casa dopo una generosa sequela di altre abitazioni esplorate mediamente con fortuna. Non ricordo dove ne avessi reperito le informazioni e ricordavo solo che mi ispirava particolarmente per le foto che avevo visto online.
Storia
La casa in sé è una delle tante abitazioni di campagna che si trovano lungo le strade che attraversano campi e vigne del Nord Italia. La storia vera e propria è legata ad una delle persone che vi ha vissuto, che come vedremo, non deve averci trascorso poi così tanto tempo.
Esplorazione
Parcheggio parecchio distante dalla meta, per non dare nell’occhio e perché banalmente non c’è spazio lungo la strada vicino alla casa. L’accesso al giardino è senza ostacoli, così mi dirigo verso una porta che intuisco aperta verso il fondo della casa. Non si tratta dell’abitazione vera e propria ma di una sorta di deposito, comprensivo di una stanza con camino e lavandino. Alle pareti sono appesi vecchi attrezzi da giardino e santini. Su di una mensola ci sono dei coloranti per pellami molto vecchi, mi soffermo ad ammirare la grafica delle confezioni. Un vecchio armadio è colmo di libri, giornali, riviste e quaderni, tra cui pubblicazioni degli anni venti dello scorso secolo.


Dopo aver finito di guardare quel piccolo ambiente, raggiungo l’abitazione vera e propria. Subito dopo aver varcato l’ingresso della casa, sulla sinistra si trova il locale più bello e ricco dell’abitazione, la sala da pranzo. La cosa che coglie subito l’attenzione è una vecchia carrozzina per bambini, bianca e in condizioni molto buone. La stanza è piuttosto raccolta, con un’unica finestra che si affaccia sul giardino a illuminare l’ambiente. I mobili alle pareti sono pieni di oggetti, il tavolo al centro della stanza è coperto da decine di vecchie fotografie in bianco e nero, messe alla rinfusa. Sicuramente si vede la mano di qualche altro esploratore o curioso passato prima di me. Sul pavimento, sotto alla finestra, c’è un grande quadro appoggiato al muro raffigurante Gesù e di fronte una poltroncina rossa, sbiadita e sporca, su cui è appoggiata una foto incorniciata di un uomo con giacca e cappello da aviatore.

Non è facile capire da dove iniziare a curiosare, in mezzo a tutti quegli oggetti affascinanti. Le fotografie sono la mia prima scelta e saranno, credo, la cosa più bella trovata durante quell’esplorazione. Attraverso tutte quelle immagini inizio a farmi un quadro della famiglia che abitava in questa casa; ci sono anche dei ricordini di lutto, con molti dati, che mi aiutano a capire la storia di quell’uomo coi baffi ritratto in quasi tutte quelle fotografie.


Tommaso Federico B. nacque proprio nello stesso comune dove sorge questa casa, il 5 Maggio 1909 e morì il 15 Marzo 1940 a Littoria (l’attuale Latina).
Capitano Pilota dell’Aviazione Italiana decorato di otto medaglie di cui due d’argento al Valor militare meritatissimo premio al coraggio Suo Sommo in mirabili prove rifulso, dal Cielo innumeri volte vittoriosamente solcato pur tra l’impeto d’offese nemiche per la difesa e l’onore della Patria, fatale incidente lo precipitava, in Lui troncando colla preziosa fiorente giovane vita la certezza di nuove glorie.
Sul mobiletto della macchina per cucire “Wertheim” è appoggiata un’altra sua fotografia, questa volta in alta uniforme, con il petto colmo di medaglie. Alle pareti ci sono anche delle onorificenze, proprio le due medaglie d’argento e quella di bronzo, assegnate al Capitano Tommaso B. dopo le eroiche gesta nei cieli di Spagna compiute durante il 1937 e il 1938. Le fotografo per leggerle con calma a casa. Pochi giorni fa, mentre appunto sistemavo queste foto sul computer, ho analizzato gli scritti, compilati a mano in bella calligrafia con inchiostro nero, cercando di estrapolare informazioni e dati per saperne di più sul Capitano B. Ebbene, sono riuscito a trovare su un portale on-line di onorificenze militari le scansioni dei bollettini ufficiali del Ministero dell’Aeronautica, classificati all’epoca come “SEGRETO – Riservato Personale – O. M. S.” (Operazioni Militari Spagna) con l’elenco delle ricompense al valor militare, tra le quali proprio quelle al Capitano Tommaso B. Lo stesso testo del documento incorniciato appeso al muro della sala da pranzo è qui riportato scritto a macchina.

Con tutte queste informazioni è possibile analizzare un’altra fotografia incorniciata, trovata sul tavolo insieme alle altre. Nove ufficiali in divisa sono in piedi, schierati davanti l’ala destra di un grosso aeroplano a elica. Confrontando i particolari del motore e della fusoliera con foto storiche è possibile ricondurre l’aereo ad un Savoia-Marchetti S.M.81 Pipistrello.

Sul tavolo ci sono anche le foto di una donna, si intuiva che fosse sua moglie. Foto da sola, con abbigliamento e acconciatura tipiche degli anni Venti e foto con lui. In una di queste i due sono ritratti con un lungomare sullo sfondo, in alto è scritto a penna “Ostia – Marzo 1939”. Esattamente un anno dopo quella foto, a soli 31 anni, il Capitano B. scomparve nell’incidente citato in precedenza.



Di fianco al vecchio televisore ci sono altre fotografie, una statuetta e curiosamente, un grande guscio di tartaruga marina. Per il resto, i soprammobili sono quelli tipici di queste case: santini, la bottiglia d’acqua santa a forma di Madonnina, pupazzetti, ninnoli e fiori finti.


Al piano terra ci sono anche un cucinotto in stile anni Sessanta, e un’altra stanza con caminetto poco interessante, in pieno disordine. Al primo e all’ultimo piano la situazione non migliora. Qualcuno ha rovistato negli armadi buttando vestiti e oggetti sui letti delle camere. Posso però intuire che questa casa è stata abitata fino alla fine degli anni Settanta e che probabilmente ci visse anche una bambina. Lo si può capire da diversi giocattoli presenti, come un passeggino per bambole, la scatola di una Barbie e un paio di stivaletti in gomma per le giornate di pioggia. Nella confusione generale altri quaderni degli anni venti si mischiano con diversi numeri di Topolino e libri della “Biblioteca delle giovinette”. Sulle scale mi affascinano due bellissimi poster appesi al muro che ritraggono delle Porsche da competizione degli anni Settanta.





Prima di abbandonare la casa controllo la cantina che contiene gli immancabili tini per il vino, botti, damigiane e un grande torchio idraulico.



Conclusioni
Ho un ricordo positivo dell’esplorazione di questa casa, dovuto quasi esclusivamente alla storia dei suoi abitanti, per le testimonianze presenti, le foto, che mi hanno fatto respirare le atmosfere degli anni Venti e Trenta, pensare alla follia della guerra, al coraggio di un uomo, ad una storia d’amore spezzata insieme ad un aereo fracassato. Per il resto l’abitazione non ha particolari spunti di interesse ed è simile a decine di altre case di campagna esplorate negli anni successivi.
In questo articolo non mi faccio particolari scrupoli a pubblicare una foto dell’esterno della casa, in quanto ho da poco visto un video girato qui almeno un anno fa e l’unica cosa che valeva la pena vedere e raccontare, la sala da pranzo, era ormai quasi irriconoscibile. Oggetti spostati e spariti, come le foto (ovviamente), scritte lasciate sui mobili da veri “Urbex”. Qualche mente eccelsa ha anche scovato da qualche parte i manifesti funebri relativi al funerale della moglie del Capitano e li ha lasciati aperti in bella vista sul tavolo. Inutile dire che nel video il famoso e osannato Youtuber non ha nemmeno oscurato i cognomi mentre con uno dei suoi compari si esaltava per l’ennesima, eccezionale, scoperta.
Le foto qui presenti risalgono ad Aprile 2023.
