Asilo G.

Marzo 2023.

Premessa

Questo luogo l’ho scoperto e trovato grazie alle foto di un altro esploratore che pubblicò le immagini senza preoccuparsi di oscurare le targhe commemorative presenti all’interno dell’edificio, contenenti le informazioni necessarie all’identificazione del luogo. Ovviamente anch’io ho fotografato le targhe, ma non le pubblico…

Storia

Un asilo fondato all’inizio del XX secolo in una piccola frazione di campagna. Non sono riuscito a trovare notizie circa l’anno di abbandono, direi anni ’80, grazie agli oggetti rimasti all’interno e ad un calendario appeso fermo ad Agosto 1985.

Esplorazione

Ho scelto questo luogo come prima tappa di una lunga giornata esplorativa in quanto situato in un piccolo paesino tra i campi che perciò richiedeva un ingresso discreto la mattina presto.

Entro facilmente in quello che era il giardino sul retro dell’asilo. Con il tempo sono cresciuti molti alberi che di fatto l’hanno trasformato in un piccolo bosco. Camminando tra il fogliame, mi imbatto in una fontana in cemento con tre vasche sovrapposte; alle sue spalle intravedo l’edificio in mezzo alla vegetazione. Una porta finestra aperta mi conduce direttamente nel locale più suggestivo di questo luogo, ossia l’aula con i piccoli banchi coperti di vecchi giocattoli, la “cattedra” e le pareti rivestite in legno ormai marcio. I giocattoli risalgono probabilmente alla fine degli anni settanta, con i classici pupazzi in gomma dura, i peluche consunti e le letterine magnetiche con cui anch’io giocavo da bambino.

Proseguendo, trovo un paio di stanze vuote. In una, con un camino, il soffitto minaccia di crollare: le macerie cadute coprono altri giocattoli sparsi sul pavimento. Seguendo il corridoio raggiungo l’ingresso frontale dell’asilo, dove alcune targhe commemorative in marmo riportano i nomi dei benefattori che contribuirono alla realizzazione dell’asilo. C’è una scala che conduce al piano superiore ma prima di salire decido di completare l’esplorazione del piano terra ed entro quindi nel bagno. L’ingresso in realtà porta ad un antibagno/locale spogliatoio dove ad una parete è appoggiato un lungo e basso attaccapanni pensato per i bambini; ogni gancio è contrassegnato con un piccolo adesivo personalizzato. Su una mensola giace una bottiglia impolverata di acqua ossigenata, con un’etichetta dell’ospedale di zona e una data scritta a penna: 24 gennaio 1984. Nella stanza da bagno vera e propria ci sono due lavandini bassi, una tazza normale più due molto più piccole e dalla forma concava, pensate per i bambini.

L’ultimo locale che trovo al piano terra è una piccola cucina. Su un mobiletto con le ruote riposa un vecchio televisore a tubo catodico, una fotografia di Papa Giovanni Paolo II, una vecchia chiave arrugginita, un santino attaccato al muro. Si respira proprio l’atmosfera che ci si può aspettare di trovare in questo luogo, voci di maestre, mamme e bambini nella spensieratezza di quegli anni.

Salgo le scale e noto come il tetto sia crollato in più punti, riempiendo di cumuli di macerie il corridoio principale. Riesco a vedere un piccolo salotto con tavolo e divano e una piccola camera con un letto.  Alla mia sinistra posso vedere attraverso le stanze e le finestre, le abitazioni abitate che stanno proprio di fronte all’asilo e da cui sento provenire voci e rumori in maniera molto nitida e vicina. Provo a camminare sulle macerie ma mi rendo conto che faccio troppo rumore. Nel silenzio totale del paesino che si risveglia il rumore di tegole e calcinacci calpestati riecheggiante nei locali vuoti non credo non verrebbe notato, quindi decido di rinunciare ad esplorare le stanze in fondo al corridoio.

Scendo nuovamente ed esco in giardino perché il sole si sta alzando, creando dei bei giochi di luce dietro alla terrazza colonnata che si affaccia sul verde. Approfitto della maggiore luce per fare ancora qualche foto nell’aula coi banchi; osservo altri dettagli come una bilancia arrugginita, adesivi e figurine attaccati alle pareti in legno e ricoperti da ragnatele e briciole di intonaco.

Esco per un’ultima volta in giardino e attraversandolo verso l’uscita mi imbatto in un paio di altalene semi arrugginite e parzialmente inglobate dall’edera strisciante.

Conclusioni

Un luogo piuttosto piccolo, ma che mi è piaciuto per la ricchezza di dettagli e per l’assenza di vandalismi. Forse qualcosa è stato asportato o spostato nel tempo, ma ho trovato una situazione tutto sommato autentica. Dopo la mia visita ho visto girare diverse foto quindi non mi stupirei che la situazione possa essere cambiata – e peggiorata.

Le foto qui presenti risalgono a Marzo 2023.