La casa dei tre letti
Marzo 2023.
Premessa
Ho scoperto questa casa grazie al video di un esploratore YouTuber. La localizzazione fu veramente molto semplice poiché la casa si trova lungo un sentiero aperto al pubblico che conduce sulla vetta di una collina, oggetto del video. Quel giorno ero reduce da un’altra esplorazione in zona, così ho deciso di andare a vedere coi miei occhi questa abitazione abbandonata.
Storia
Si tratta di una casa di campagna, probabilmente costruita negli anni ’50 in una posizione piuttosto isolata e abbandonata forse verso la metà degli anni ’90.
Esplorazione
Il giardino, ormai invaso dalla vegetazione, introduce alla casa. Sotto un portico ad archi ci sono un tavolino, una sedia e una stufa, probabilmente smontata dall’interno. Una porta spalancata conduce in quella che doveva essere la cucina e sala da pranzo. Le pareti sono screpolate con la vernice bianca che si stacca rivelando un colore rosa pallido al di sotto. Un vecchio TV Mivar è sistemato sul classico tavolino con piano in vetro; anche il divano e il tavolo arrivano dagli anni settanta, mentre la credenza in fondo alla stanza, in legno scurissimo e intarsiato, sembra essere ben più vecchia.


Sorprende trovare, al posto dei soliti rubinetti, una pompa manuale per attingere l’acqua probabilmente da una cisterna sotterranea. Ripensandoci sono stato stupido a non provarla, magari avrebbe funzionato ancora. La cucina è ricca di oggetti risalenti a quaranta o cinquanta anni fa, comprese delle caramelle ancora incartate nella credenza. Una porta in fondo al locale conduce ad un piccolo corridoio usato come dispensa, con il pavimento cosparso di bottiglie di vetro vuote; in alcune nicchie nelle pareti ci sono dei barattoli di conserve ancora pieni… e in questo caso è stato decisamente saggio non aprirli.
Prima di salire la scala che conduce al primo piano, mi sposto nel locale attiguo alla cucina, ossia un piccolo salotto con un’altra credenza in legno scuro, rotta e devastata dai tarli, un tavolo cosparso di libri e riviste e un vecchio organo a cilindro distrutto in fondo alla stanza. Sul tavolo ci sono libri di scuola e quaderni risalenti agli anni ’70 che si mescolano a riviste anni ’80 come Tutto e Cioè, molte con Eros Ramazzotti in copertina.



Sui profondi davanzali delle finestre ci sono delle foto incorniciate di un uomo e una bellissima fotografia di una donna dallo sguardo enigmatico.



L’ultima stanza del piano terra ha semplicemente uno scaffale con qualche vecchio libro e pile di riviste di giardinaggio ammassate a terra. Dopo aver curiosato un po’ tra i libri, decido che è il momento di salire al primo piano.
Un corridoio conduce a tre camere da letto. Nella prima, del letto restano solo le testiere; vicino alla porta c’è un armadio smontato e malandato mentre sulla destra c’è una piccola cassettiera con due poltroncine imbottite ai lati; appoggiate sulla cassettiera due antiche fotografie in cornici ovali raffigurano una coppia di due persone anziane probabilmente vissute a cavallo tra XIX e XX secolo.

Sembrano fotografie in bianco e nero poi colorate a mano, come si faceva una volta anche con le cartoline. In realtà la foto della donna è ancora in discrete condizioni, mentre quella dell’uomo è quasi totalmente annerita e bisogna sforzarsi per coglierne i tratti.


Alla finestra sono ancora appese le tende, che rendono l’atmosfera della stanza ancora più suggestiva.
La seconda camera non offre molto: solo un altro letto smontato e due ante di armadio adagiate sopra.
La terza e ultima invece è molto interessante; più ampia, ospita tre letti ancora completi di materassi e lenzuola.

Le testiere hanno grandi decori in metallo, affiancate da piccoli comodini nello stesso stile. Un armadio a muro è chiuso da una spessa tenda verde, mentre di fronte si trova una cassettiera in legno scuro. La stanza ha una finestra e una porta finestra che permette di uscire sul balcone. Anzi, forse meglio dire terrazza, perché è piuttosto profonda e lunga come tutta la casa. Non ci sono ringhiere o parapetti, quindi meglio non avvicinarsi troppo al bordo. Il vento muove i brandelli di una tendina superstite, in una sorta di nostalgica danza.
In fondo alla terrazza si accede a un’ulteriore locale con numerose finestre, una brandina, mobili depositati disordinatamente e poco altro.
Tornato a piano terra, vicino al cancello d’ingresso c’è un altro locale usato come deposito di attrezzi per il giardino, per tagliare la legna e per piccoli lavori. Solo qui, in un angolo, trovo un piccolo bagno, bagni totalmente assenti in tutto il resto della casa! Di nuovo in giardino, prima di uscire fotografo una piccola bicicletta per bambini che giace tra le foglie secche del prato, senza ruota posteriore e mangiata dalla ruggine.

Conclusioni
Una casa non grande, non memorabile, ma abbastanza ricca di oggetti e belle atmosfere. Il fatto che fosse quasi totalmente fuori dal giro degli Urbex l’ha resa avvincente da scoprire in tutti i suoi aspetti.
Le foto qui presenti risalgono a Marzo 2023.