Cappelletta A. T.

Febbraio 2024.

Premessa

Dopo decine e decine di volte che sono passato attraverso questo paese in auto, qualche mese fa ho alzato lo sguardo verso monte e ho visto una statua spuntare dalla vegetazione, sulla cima di quella che sembrava una struttura in abbandono. Mi sono promesso di indagare e andare a vedere di persona di cosa si trattasse, così in una soleggiata mattina invernale sono partito con questo obiettivo.

Storia

Non sono riuscito a trovare assolutamente nulla su questa cappelletta, neanche chiedendo a persone originarie del luogo.

Esplorazione

Dopo aver lasciato l’auto mi avvicino al confine del prato che ospita la costruzione, dove vedo che ci sono mezzi e attrezzi da lavoro più tre persone che tagliano piante. Prima di farmi prendere a fucilate saluto e chiedo il permesso di attraversare il prato per fare delle foto alla “chiesetta”. Il personaggio che mi risponde, dopo aver palesemente pensato di aver di fronte uno spostato totale, mi autorizza, così attraverso il campo che era stato abbondantemente concimato. Avvicinandomi riesco finalmente a farmi un’idea del manufatto. Si tratta di una piccola cappelletta in cemento, non più grande di tre metri per tre, con il lato posteriore che ospita la porta piatto e altri 6 lati più corti che si affacciano sulla valle sottostante.

All’interno c’è un soffitto realizzato con assi di legno grezzamente dipinte di blu, al centro del quale un portalampada in ceramica suggerisce che una volta ci fosse anche l’energia elettrica, anche se in effetti non ci sono pali della corrente o cavi nelle vicinanze. Da un buco nel soffitto (botola?) si vede la struttura in cemento armato del tetto soprastante, che sorregge una statua di Gesù anch’essa in cemento, presumo.

All’esterno, verso valle, c’è anche una ringhiera di metallo ormai mezza crollata che delimita un piccolo marciapiede. Davanti alla cappelletta la vegetazione è cresciuta senza controllo ma l’estrema inclinazione del terreno garantisce ancora un superbo panorama della valle dalle sue finestrelle. Scatto qualche foto dell’esterno fin da dove è possibile e poi vado via.

Conclusioni

Anche se è un posto microscopico è stata una soddisfazione trovarlo, raggiungerlo e fotografarlo. Qualcuno avrebbe aggiunto un aforisma di Caramagna, riflessioni poetiche od oniriche per allungare il brodo, ma non sono come quei qualcuno.

Le foto qui presenti risalgono a Febbraio 2024.