Cimitero D.

Ottobre 2022.

Premessa

Insieme alla chiesa di cui ho parlato pochi giorni fa, questo cimitero è l’altro posto in zona purtroppo meta di satanisti e di altre menti eccelse armate di bomboletta spray.

Storia

Un piccolo cimitero molto antico, parliamo di più di 400 anni dalla sua edificazione. Verso la metà del ventesimo secolo, con lo spopolamento delle campagne il cimitero è stato dimenticato ed abbandonato.

Esplorazione

Parcheggio di fronte all’entrata del cimitero, in una bella pozza di fango. L’ingresso è piuttosto imponente considerando le dimensioni del cimitero, con una statua raggiunta dalle piante rampicanti al di sopra del cancello.

Varcata la soglia devo scavalcare dei rifiuti che dei civilissimi individui hanno scaricato qui invece che in discarica. Poi mi si presenta un ostacolo ben peggiore, una vera e propria selva di rovi che mi separa dalla chiesetta situata dalla parte opposta del campo santo. La chiesetta pare emergere a fatica dal mare di rovi ed è coperta per metà da piante rampicanti.

Per fortuna c’è stato un po’ di passaggio e quindi intravedo una specie di effimero sentiero che serpeggia tra le piante. Con i guanti e con un po’ di fatica riesco ad avanzare tra le spine fino a raggiugere il portico della chiesa. Purtroppo l’interno è desolante, è stato rubato tutto il rubabile, l’altare distrutto, tutti i muri imbrattati da stupidi disegni e scritte. Il disegno sulla parete dietro all’altare ho scoperto che in precedenza era una croce rovesciata corredata dall’immancabile “6 6 6”, si vede che poi qualcuno l’ha coperta con una specie di rosone. Esco dalla chiesa ed osservo sui lati del portone due lapidi davvero antiche ed interessanti. Una lapide è in memoria di due gemelle morte a quindici anni nel 1868; l’altra probabilmente ricorda il padre che le ha raggiunte nel 1876. Entrambe, ovviamente, firmate mirabilmente dopo circa centocinquanta anni con tag di vernice verde. Non so se satanisti o bimbiminkia, comunque gente che spreca ossigeno.

A sinistra della chiesa il muro del cimitero crea una rientranza dove giace una lapide coperta di muschio verde di uomo deceduto nel 1943. Di fianco, a terra, tra le foglie secche, ci sono altre pietre accatastate ricoperte di muschio; non capisco se sono pezzi di altre lapidi oppure materiali provenienti dal tetto della chiesa.

Andando oltre c’è una cappelletta di famiglia che ospitava otto sepolture, ormai vuote. I loculi che erano stati cementati sono stati aperti per verificare la presenza di salme presumibilmente per razziare gioielli o denti d’oro. L’altarino è distrutto e della croce soprastante rimane solo la sagoma sull’intonaco del muro.

Andare oltre o girare per il resto del cimitero è assolutamente impossibile a causa della giungla di rovi che ormai ha infestato tutto il campo santo. Sono alti più di un metro e mezzo e talmente fitti che non si capisce nemmeno se al di sotto ci possano essere delle tombe o lapidi.

Ripercorro faticosamente il sentiero fino all’uscita e mi pulisco le scarpe dal fango prima di ripartire verso la prossima meta.

Conclusioni

Sono rimasto impressionato dall’antichità del cimitero e dall’atmosfera creata dalla natura che lo sta letteralmente fagocitando. E sono rimasto una volta ancora stupito dall’ignoranza delle persone che si permettono di deturpare memorie storiche sopravvissute per diversi secoli nonché il ricordo di persone defunte.

Le foto qui presenti risalgono a Ottobre 2022.