Cimitero Di V.

Ottobre 2022.

Premessa

Io e Mathieu Delarue avevamo appena concluso due esplorazioni industriali una meglio dell’altra. Eravamo a metà pomeriggio così dalla mappa estraggo questo posticino in zona, ideale per il tempo che avevamo ancora a disposizione.

Storia

Questo è un piccolo e vecchio cimitero di paese che è stato abbandonato in quanto in paese è stato creato un cimitero più moderno e grande. In questo campo santo ci sono tutte sepolture risalenti almeno ad un secolo fa, quindi di parenti in vita che vengono ancora a trovare questi defunti non ce ne sono praticamente più.

Esplorazione

Dopo una giornata di sole, vediamo il cielo rannuvolarsi sempre più durante il tragitto che va dalla fabbrica appena esplorata verso il cimitero. Quando arriviamo in paese infatti il cielo è tutto coperto, a tutto vantaggio delle fotografie ma soprattutto per l’atmosfera.

Saliamo un pezzo di mulattiera che ci conduce all’ingresso spalancato del camposanto. Non è molto grande ma è davvero pieno di lapidi e di croci sia in pietra che in metallo arrugginito che spuntano tra le foglie secche. Ci sono infatti diversi alberi, che crescendo negli anni con le loro radici e con i loro tronchi hanno divelto lapidi e stortato recinzioni in ferro battuto. In certi casi vi sono proprio cresciuti attorno, inglobandole.

Il suolo è coperto da uno strato tale di foglie che è impossibile capire dove iniziano e finiscono le sepolture. Le lapidi e le croci sono gli unici elementi utili per capire dove sono posizionate. Davanti a qualche lapide ci sono ancora dei vasi con dei fiori artificiali e dei lumini elettronici ormai spenti. Sia i fiori che i lumini sono le uniche cose che hanno un colore rosso che spicca nel mare dei colori autunnali delle foglie.

Guardiamo le lapidi, molte sono spezzate e mangiate dalla vegetazione o coperte di muschio. Le date di decesso, sulle lapidi ove risultano ancora leggibili, si aggirano intorno agli anni ’10 e ’20 del novecento. Una signora è morta qui nel 1904, a 70 anni; era nata nel 1834 quindi. Non riesco neanche a immaginare la vita a quell’epoca in un paesino così distante dalle grandi città!

Ci muoviamo separati da una tomba all’altra, gli unici rumori sono quelli dei passi tra le foglie secche e qualche cane che abbaia giù in paese.

Una lapide è appoggiata ad un albero e spezzata in due per tutta l’altezza, la foto che doveva esserci nell’ovale scolpito e diviso, non c’è più. Mi colpiscono anche le croci in ferro di vari tipi, alcune con degli ovali forse per una scritta o per una foto che non ci sono più. Forse le croci costavano meno di una lastra di marmo incisa? Questo tipo di croci non le avevo mai viste nei cimiteri “in uso”.

Alcune lapidi sono incastonate sul muretto perimetrale fatto in sassi, coperto da edera ed erba cresciutaci sopra, muretto che sta collassando in più punti. Proprio davanti al muretto trovo la lapide a mio parere più bella, è una stele in pietra (ma potrebbe essere anche cemento) con scolpita una grande porta, tre scalini e su questa scala una donna affranta, con dei fiori in mano, che spinge un’anta della porta per entrare. Si tratta della tomba di un uomo chiamato Michele che “assurgeva all’eterna pace dei giusti” nel 1915 all’età di 58 anni; “moglie e famiglia sconsolati”.

Abbiamo finito il nostro silenzioso giro e inizia a piovere, dapprima piccole goccioline, poi con sempre più insistenza. Giusto in tempo ci diciamo. Lasciamo questo luogo silente e scendiamo in paese dove troviamo un piccolo bar aperto per un bel caffè bevuto al caldo e all’asciutto.

Conclusioni

L’esplorazione di questo piccolo cimitero è stata la ciliegina sulla torta di una grande giornata. Una cosa totalmente diversa rispetto alle due fabbriche precedenti, che ci ha fatto cambiare totalmente atmosfera e spirito.

Le foto qui presenti risalgono a Ottobre 2022.