Cementificio H.

Ottobre 2022.

Premessa

Questo luogo abbandonato è totalmente fuori dai soliti giri Urbex nostrani, una di quelle singolarità che non mi spiego. Non è un posto difficilmente accessibile o nascosto eppure ho visto foto di un’altra persona soltanto. Da amante dell’abbandono industriale non potevo ignorarlo.

Storia

Questo stabilimento che faceva parte di un grande nome del cemento ha chiuso una decina d’anni circa prima della mia esplorazione. Purtroppo sono state effettuate delle grandi demolizioni dopo la chiusura, tra cui due ciminiere alte ottanta metri.

Esplorazione

Nonostante non avessi alcuna indicazione, trovare un ingresso non è stato complicato. Mi ritrovo in un immenso spiazzo dove si intuisce che qualcosa è stato raso al suolo. Procedendo verso est trovo lo scheletro di un grande capannone prefabbricato completamente vuoto e un altro capannone invece con porte e vetrate.

Entro in quest’ultimo e scopro che probabilmente era un magazzino per ricambi e manutenzione. All’interno ci sono scaffalature con ancora pezzi di ricambio, cinghie, elettrovalvole e in un angolo un paio di uffici con scrivanie metalliche. Il sole entra dalle vetrate donando una bella luce calda all’ambiente.

Di nuovo all’esterno vado verso sud fino alla recinzione dove trovo un enorme pneumatico probabilmente di qualche scavatore. Raggiungo un altro edificio basso, che ospita degli stanzoni adibiti anch’essi a magazzini, contenenti ancora scaffali con cavi, apparecchiature industriali, pannelli elettrici e gli immancabili armadietti metallici negli spogliatoi dei lavoratori.

Giungo poi alla palazzina degli uffici e scopro con rammarico che i bimbiminkia locali qui hanno dato il meglio di loro stessi devastando il devastabile. Vetri in frantumi, mobili ribaltati, oggetti sparsi ovunque. Trovo una sala riunioni, l’infermeria ma tutti i locali sembrano essere stati attraversati da un uragano. Incredibilmente si sono salvate delle apparecchiature su uno scaffale.

Esco nuovamente all’aperto e ammiro il paesaggio davvero suggestivo con le grosse costruzioni in cemento armato che si stagliano nel cielo, con l’aggiunta dei binari del treno che entravano nello stabilimento ancora presenti. Ci sono principalmente una torre cilindrica bianca dove purtroppo non è possibile salire, un grosso silos a forma trapezoidale da me soprannominato “gianduiotto” e una specie di cubo dove venivano caricati i camion. Nel mezzo una vasca piena d’acqua che ormai è una palude, con tanto di piante acquatiche e una discreta fauna a popolarla.

Parto all’assalto del gianduiotto, inoltrandomi nell’oscurità delle sue viscere e poi tramite diversi tipi di scalette sempre più in alto fino al tetto. Esco su un terrazzo dove posso godere di un bellissimo panorama sulla ferrovia sottostante e su tutte le campagne circostanti.

All’interno ci sono tramogge, scivoli, motori e ovviamente piccioni, sia vivi che morti. Ridiscendo fino al primo piano dove rimane una scrivania e parte una passerella o meglio un tunnel sospeso che unisce il gianduiotto al cubo per il carico dei camion. Questo tunnel in cemento mi ricorda un corridoio di un’astronave vista in qualche film di fantascienza, grazie ai grandi triangoli delle pareti laterali. Nel cubo non c’è praticamente nulla se non una piattaforma di cemento perfetta per tuffarsi nel vuoto sottostante e una cabina vetrata per lo svolgimento delle operazioni di scarico.

Torno sui miei passi e fino al suolo. Inizio a scattare diverse foto all’esterno, probabilmente l’aspetto più affascinante di questo luogo, ovvero queste grandi forme geometriche di cemento appoggiate nel nulla.

Anche i binari si prestano bene a diversi scatti e percorrendoli mi avvicino al punto di uscita.

Conclusioni

Un’esplorazione non eccezionale ma sicuramente diversa dal solito. Un po’ penalizzata dal caldo spietato e molto dal vandalismo trovato negli uffici ma che in generale mi ha regalato delle vedute bellissime e un po’ di adrenalina nell’arrampicata verso la sommità del silos gianduiotto. Fiero di essere uno dei pochissimi ad aver esplorato questo luogo anche perché potrebbe sparire definitivamente.

Le foto qui presenti risalgono a Ottobre 2022.