Castello C.

Febbraio 2023.

Premessa

Questo fu il secondo castello esplorato in quella fredda giornata di febbraio. Scoperto grazie al video di uno YouTuber, all’epoca non era molto conosciuto e mi aveva parecchio incuriosito.

Storia

Le origini del castello sono medievali. Delle due strutture che lo compongono, una era una residenza di campagna; l’altra, più antica, mostra ancora elementi caratteristici come il fossato e una torre. Si dice che il castello fosse collegato tramite un tunnel sotterraneo ad un’altra fortezza nei dintorni. Prima dell’abbandono fu adibito a ristorante e pub.

Esplorazione

Raggiungere questo castello non è stato semplice in quanto si trova nel mezzo di un’area agricola dove tutte le strade sono sbarrate e vi possono transitare solo i trattori. Ho quindi dovuto parcheggiare piuttosto lontano per poi camminare parecchio su queste strade private, senza per fortuna incrociare nessuno. Il portone di ingresso era aperto, così dopo aver attraversato il ponte sul piccolo fossato, ero dentro la prima costruzione.

In questo edificio ci sono delle stanze vuote e piuttosto spartane; sono presenti diversi camini ma a parte un piccolo specchio e un macchinario agricolo in legno, non trovo nulla di interessante. La cosa più bella sono forse le cantine, con le volte in mattoni che ricordano la pancia della balena di Pinocchio.

Attraverso il cortile per raggiungere la seconda parte, che appare già da lontano più interessante e ricca. Al centro della facciata cè un loggiato con colonne in pietra sia al piano terra che al primo piano.

Il pavimento è coperto da un tappeto di foglie secche e dei rampicanti hanno iniziato ad avvolgersi intorno ad una colonna, in un abbraccio eterno. Il portone di ingresso è intagliato con un grande disegno di un rapace a due teste che ha al centro del corpo una botte di vino.

Entro all’interno e mi trovo in un locale dal soffitto altissimo; ci sono delle mensole dove sono appoggiati dei busti di gesso (credo) che rappresentano imperatori romani o forse personaggi della mitologia. Immagino che non siano manifatture antiche bensì un artificio realizzato quando era in funzione il ristorante. Purtroppo sulle pareti ci sono le solite scritte inutili di chi non aveva di meglio da fare che arrivare fino a qui con una bomboletta di vernice. Su questa stanza centrale si affacciano diverse porte. Una di queste conduce in una sala dal soffitto affrescato, con medaglioni e particolari color viola. Il camino è stato depredato dei marmi e la stufa in ghisa è stata ribaltata a terra. Ci sono anche i resti di un fuoco da campeggio creato con dei mattoni. Attraverso un’altra stanza più piccola con affreschi sul soffitto e poi altre stanze con camini, stufe e lampadari ancora appesi.

Al centro dell’edificio c’è una grande scalinata che conduce al primo piano. Esco sul terrazzo frontale che si affaccia sul cortile e dalle finestre domino la grande sala con le statue in cui ero entrato all’inizio. Questo piano è ancora più povero di decorazioni e manufatti; rimangono dei brandelli di tendaggi e un curiosissimo bagno microscopico ricavato nell’angolo di una stanza, con la cassetta dell’acqua addirittura a vista. Terminata abbastanza rapidamente la visita di questo piano, decido di scendere fino ai sotterranei per vedere l’inizio del famoso tunnel.

Gli scantinati sono tipicamente realizzati in mattoni e presentano locali anche molto grandi e alti. C’è anche il classico scivolo con cui si scaricava il carbone necessario alle caldaie. La cosa però più strana è il rumore di acqua che scorre che sento provenire dall’oscurità. Lo seguo ed arrivo in una stanza completamente allagata e una cascatella che scende dall’alto di una delle pareti. Considerando che non c’erano corsi d’acqua intorno al castello, presumo si trattasse di una tubazione danneggiata.

Proseguo per i sotterranei fino a trovare un lungo corridoio che però, come avevo visto nel video su YouTube, ad un certo punto è stato murato.

Decido che il mistero potrà rimanere tale ancora per altro tempo e torno sui miei passi verso l’uscita.

Conclusioni

Un’esplorazione piacevole in un luogo all’epoca poco frequentato dagli urbex, sicuramente sottovalutato.

Le foto qui presenti risalgono a Febbraio 2023.