Buone Feste
Chissà se sono ancora sulla loro finestra, quei pupazzi di neve che ci fanno gli auguri dall’ospedale psichiatrico..?
Chissà se sono ancora sulla loro finestra, quei pupazzi di neve che ci fanno gli auguri dall’ospedale psichiatrico..?
Nel tennis il lucky loser («perdente fortunato» in lingua inglese) è un giocatore che, eliminato nelle qualificazioni, rientra nel tabellone principale di un torneo, solitamente per il ritiro di un atleta regolarmente qualificato. Il ritiro può essere dovuto a malattia, infortunio oppure squalifica.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.
Non appena ho visto questi altoparlanti sospesi nel cielo, ho pensato ad un’astronave che si avvicina minacciosa per l’invasione aliena. Immagino già i portelli inferiori aprirsi e una luce intensa sprigionarsi dall’interno…
Sempre lo stesso vecchio, oserei dire antico, palo della luce di Savona.
Vernice? Stencil? Etichette adesive? Placchette di alluminio? Non scherziamo, una volta le cose venivano fatte per durare nel tempo. Questo numero 8 rimarrà ancora lì al suo posto per molti, molti anni. La sottolineatura, persino superflua nel caso di questa cifra, sembra rimarcare in maniera brutale l’indiscutibilità del numero assegnato.
Può anche capitare di imbattersi in luoghi come questo, a Milano. Di certo non sono qui per lamentarmi degli sprechi di denaro pubblico, per la scarsa sicurezza o altro. In realtà la mia prima sensazione, entrando in questo tunnel è stata di trovarmi di colpo negli anni sessanta. Le vetrine, le finestrelle che si affacciano sui corridoi, le scritte bianche con il tipico font su sfondo rosso. Un’atmosfera “Consonniana”, ma sotterranea.
“Essere attaccati a un filo”: Essere in una situazione precaria, insicura, pericolosa, come se si fosse attaccati a un filo che si può spezzare da un momento all’altro.
Il vecchio elefante grigio era ormai anziano. Si, anziano anche per un elefante. Sicuramente troppo vecchio per lavorare ancora. Aveva servito per anni e anni il suo padrone, sempre docilmente, sempre fedele e obbediente. Ma ora non ce la faceva più e nutrirlo costava ormai all’uomo più di quello che rendeva il suo lavoro.
Ti trovi a passare per caso tra i monti all’imbrunire e le vedi lì, in disparte rispetto alla strada provinciale, dall’altra parte del fiume, a ridosso del pendio.
Sono sole, si tengono per mano, sostenendosi tra loro. L’aspetto è decadente ma il portamento ancora fiero, come durante gli anni d’oro.
Se ti avvicini abbastanza e sai ascoltare, potrai sentire le loro straordinarie storie.
Fanne tesoro, domani potrebbero non essere più lì.
Come una ballerina saluta e ringrazia il pubblico al termine della sua esibizione, questo stendipanni ci saluta alla fine della sua carriera.
Un vecchio, oserei dire antico, palo della luce di Savona.
Adoro questi vecchi simboli di pericolo con teschi ed ossa stilizzati.