Manicomio R.
Questo manicomio è uno dei luoghi negli anni divenuti una “pietra miliare” della scena Urbex italiana. Conosciuto ed esplorato da Lost Italy sin dal 2007 (!) era uno di quei tanti luoghi che non avevo ancora potuto esplorare.
Questo manicomio è uno dei luoghi negli anni divenuti una “pietra miliare” della scena Urbex italiana. Conosciuto ed esplorato da Lost Italy sin dal 2007 (!) era uno di quei tanti luoghi che non avevo ancora potuto esplorare.
Questo luogo stava passando quasi in sordina, ma la foto che vidi di una vetrata colorata con raffigurato un pavone mi aveva proprio colpito. Pensavo fosse una villa, invece scoprii che si trattava di una residenza sanitaria per anziani.
Su They Fly Away era già presente una pagina chiamata Ospedale Psichiatrico G. A. (Giuseppe Antonini), con foto editate diversi anni fa. Durante il 2023 ho iniziato a riprendere “in mano” delle vecchie foto di quell’esplorazione e a rilavorarle con i miei gusti attuali.
Vidi sul web le foto di questo luogo pubblicate da sempre più persone, anche straniere. Per lo più la foto del lucernario sopra il grande atrio con la ringhiera in ferro battuto e i grandi quadri, che è di fatto la “figurina”. Le mie ricerche continuavano ma senza frutti (non è semplice come oggi, dove ormai qualcuno mette anche il nome in chiaro sul suo sito). Alla fine un amichevole uccellino mi ha svelato l’ubicazione così ci sono potuto andare prima che i vandalismi aumentassero ulteriormente.
Già le premesse di questa esplorazione la rendevano un’esperienza piuttosto particolare. Innanzitutto era la prima volta che rimanevo fuori casa una notte per dedicarmi all’esplorazione urbana un intero weekend; secondo, avrei condiviso questa avventura con Lord Fly, che mi accompagnò quasi tre anni prima nell’esplorazione di un altro ospedale psichiatrico; terzo, questo luogo era piuttosto famoso nell’ambiente dieci e anche più anni fa, ma recentemente non se ne è più sentito parlare, o meglio, non si sono viste immagini più recenti. Sapevamo che il motivo poteva essere che questo luogo fosse sorvegliato ma non ne eravamo certi. Toccava a noi quindi scoprirlo.
Sono passati ormai due anni e sedermi ora a tavolino per trascrivere i ricordi di quella giornata non sarà semplice. Avrei voluto scrivere prima questa pagina del sito ma la vita a volte ha in serbo sorprese e novità che si prendono la precedenza. Gli aspetti principali che mi vengono però subito alla mente sono che quest’esplorazione è stata veramente un’avventura ricca di emozioni e che contestualmente quel giorno ho finalmente conosciuto di persona LordFly, altro membro storico di Lost Italy.
In villeggiatura nel paese di S., ricordo vidi dall’abbaino della mansarda di casa questo edificio palesemente abbandonato sul fianco della montagna sopra di noi. Dopo qualche ricerca sul web capii di cosa si trattasse e appresi dell’incredibile storia collegata ad esso. Così durante il weekend del 25 Aprile andammo in esplorazione.
Sono le 7:30 del mattino quando, lasciata l’auto, inizio ad addentrarmi nella pineta. Sono ancora circondato dalla nebbia mattutina, con l’aurora che lentamente inizia ad illuminare l’ambiente gelato. La temperatura è di -2° C, ma mi sono imbottito bene, sapendo di dover stare al freddo una giornata intera. Doppi pantaloni, maglia di lana, maglione, giacca da sci, cappello, sciarpa e guantini. Nonostante tutto rimango agile e comodo, oggi si testano sul campo anche le nuove scarpe dedicate all’Urbex. Alla mia destra compaiono i primi edifici abbandonati, un’atmosfera piuttosto spettrale grazie alla nebbiolina e al silenzio interrotto solo da qualche corvo che gracchia qua e là.
Durante la villeggiatura nella provincia di […], decidiamo di andare a cercare questa colonia di cui ci sono davvero poche informazioni sul web. Dopo aver trovato un parcheggio nelle vicinanze (e averlo pagato fior di soldi) ci dirigiamo verso la colonia, che risulta parecchio imboscata, quasi al termine di una via senza uscita, “riparata” dietro a discutibili palazzine sorte in epoche più recenti proprio di fronte a essa.
Nel nostro Bel Paese è possibile incappare in edifici abbandonati come questo, per cui davvero non si capisce come possano venire dismessi. In buono stato, attrezzati di tutto punto e – aggiungerei – necessari ai bisogni della società. Invece succede anche questo, che un centro di accoglienza per disabili psicofisici con patologie neuropsichiatriche, in questo caso bambini e ragazzi, venga chiuso e lasciato a se stesso.
A partire dagli anni ’70, lo sviluppo di approcci più recenti in psichiatria (che portarono alla chiusura dei manicomi e alla riorganizzazione dei servizi sul territorio), è corrisposto nel settore infanzia e adolescenza un movimento per l’integrazione nelle scuole, in classi normali, dei soggetti variamente disabili, che prima erano inseriti invece in classi speciali o istituti speciali, detti differenziali, come avviene tuttora in alcuni altri paesi del mondo occidentale.
Remember that piano
So delightful unusual
That classic sensation
Sentimental confusion
Chissà se sono ancora sulla loro finestra, quei pupazzi di neve che ci fanno gli auguri dall’ospedale psichiatrico..?
Gli anni della seconda guerra mondiale segnano profondamente l’Italia che al termine del conflitto si trova militarmente in ginocchio e priva di una struttura economica e sociale adeguata per cercare di far ripartire il Paese. Le ferite sono profonde, l’impegno di P. per aiutare il Paese immediato. A partire dalle vittime più innocenti: i bambini.
Sanatorio dedicato alla cura delle malattie polmonari infantili realizzato nel 1929 sotto il regime fascista. Tale struttura, danneggiata da un incendio nel 1943, è da tempo abbandonata e tra di essa e la strada si è sviluppato un fitto bosco che l’ha nascosta alla vista; le proprietà ne hanno ipotizzato un recupero, sia vendendo il terreno a privati, sia cedendone una parte a una ONLUS per farne un centro riabilitazione per bambini affetti da gravi patologie.