Villaggio Operaio T.
Vecchi alloggi degli operai dell’adiacente fabbrica T.
La Ditta BS è stata un’importante azienda italiana del XX secolo. L’azienda operava nei settori metalmeccanico (costruzioni ferroviarie, aerei militari, autocarri, motociclette, macchine industriali, agricole e per l’edilizia), siderurgico ed armiero.
La Società M., di proprietà del Gruppo C., era specializzata nella produzione di compensati e pannelli truciolati. Lo stabilimento ha chiuso nell’anno 2002. La chiusura della M. è, alla luce dei fatti, un duro colpo per l’economia della zona e dello stesso settore del legno.
E’ stato un parco divertimenti piuttosto famoso che richiamava centinaia di persone ogni week-end. Ultimamente le cose non sono andate al meglio per il parco e molte attrazioni sono state smontate ed eliminate. Alcune sono abbandonate e in disuso. Le principali sono l’ottovolante, la giostra con le carrozze e il trenino che faceva il giro del parco.
Stabilimento abbandonato dopo il trasloco in una nuova sede nel 2003. In questa sede svolgeva le sue funzioni la società C. Tradizionalmente presente nel settore dell’Igiene Ambientale, con prodotti per la sanificazione degli ambienti civili, industriali e domestici (insetticidi, rodenticidi, deodoranti), C. ha sviluppato nel tempo una competenza specifica per il settore Home & Gardening, introducendo prodotti dedicati alla difesa di giardini, orti e ambienti domestici da infestanti animali e vegetali.
Notizie storiche: Il vecchio casello ferroviario delle “G.” serviva i due stabilimenti dell’A. e della S..
Colonia estiva fondata alla fine degli anni 30. Il complesso e’ formato da diversi edifici collegati tra loro, da un parco e una piccola piscina.
Il Preventorio infantile fu istituito il giorno 8 agosto 1929. La struttura fu ultimata nel 1927, ma, a parte i discordi pareri medici sull’idoneità climatica del sito, fu giudicata inadeguata dal punto di vista economico. Per contenere le elevate spese di gestione – dovute alla sua posizione eccentrica e all’assenza di vie di comunicazione – sarebbe stato necessario ristrutturare il complesso e portare la sua ricettività ad almeno 300 posti letto, suscitando, fra l’altro, anche l’opposizione della popolazione locale.
La T. produceva macchine per la pressofusione e per l’iniezione delle materie plastiche da 10 a 5000 tonnellate.
Il complesso industriale, ora abbandonato, è stato per molto tempo all’avanguardia per le sue modernità e la sua grande produttività, a cui univa una certa ricercatezza di stile architettonico.
La più antica notizia relativa al castello di L. risale all’anno 1037, ma è molto probabile che esso sia in realtà anche più antico. Non può essere infatti del tutto casuale che poco distante dall’edificio attuale siano venuti alla luce, alla fine del secolo scorso, alcuni importanti reperti di oreficeria ostrogota del VI secolo, evidentemente appartenenti a qualche personaggio locale dì alto rango. La prima notizia del castello, risalente al 1037, riguarda appunto la sua prima distruzione da parte dell’imperatore Corrado il Salico in lotta contro i milanesi. Feudatari e castellani fin da quei tempi erano i Capitani de L., potenti nobili che assunsero quale stemma l’effigie del castello merlato e turrito, così come appare in alcuni preziosi sigilli d’avorio della famiglia.
Nessuna informazione trovata su questo luogo. L’area è stata riconvertita e ora vi sorge un capannone.
Discoteca sventrata da un’esplosione nell’ambito di un attentato dinamitardo. Un fusto di birra è stato riempito di esplosivo e fatto saltare. La potenza dell’esplosione ha sventrato il soffitto e una parte di muro.
La cartografia storica fa risalire l’attività della fornace al 1888, periodo nel quale un certo signor T. di M. gestiva, oltre alle due fornaci di L. e “S.” sempre di L., un vasto patrimonio immobiliare.