L’Isola
Questa foto mi ricorda “L’Isola”, una canzone di Simone Cristicchi; l’ho scattata proprio su un’isola greca e l’autobus, con un po’ di immaginazione, potrebbe essere quello della canzone.
Questa foto mi ricorda “L’Isola”, una canzone di Simone Cristicchi; l’ho scattata proprio su un’isola greca e l’autobus, con un po’ di immaginazione, potrebbe essere quello della canzone.
Mentre esploravamo gli immensi ambienti della Ditta S.V., per la precisione dei bagni, ho trovato a terra degli strani volantini, o meglio, dei piccoli manifesti. Dico strani perchè non sono dei volantini che ci si aspetta di trovare in una fabbrica abbandonata in Italia…
In rete ci sono pochissime notizie su questa colonia. Da quello che ho potuto capire, nasce come colonia marina per bambini, forse nel dopoguerra (?) per poi venire convertita in residenza di vacanza per i vigili del fuoco.
Ci sarebbe da parlare per ore e ore dello stabilimento Alfa Romeo di Arese. Un vero e proprio pezzo della storia dell’automobile italiana che è stato per vari motivi cancellato con un colpo di… ruspa. Il suo ricordo vivrà nella memoria delle centinaia di persone che vi hanno lavorato e vissuto; nei filmati, nelle fotografie, nei libri. Ma è stato deciso che un centro commerciale e un mega parcheggio dovessero rimpiazzare le gloriose strutture, generatrici di meraviglie a quattro ruote, culle del vero Made in Italy. Mannaggia a me, che non ho fatto in tempo a fotografare quello che rimaneva dello stabilimento e della pista collaudi prima che fosse troppo tardi! Una cosa però è rimasta, se così si può dire, ed è il raccordo ferroviario che collegava lo stabilimento alle Ferrovie Nord Milano, più precisamente alla stazione di Garbagnate Milanese. Certo, una magra consolazione, ma ho comunque ritenuto fosse necessario dedicargli un’esplorazione prima che fosse troppo tardi anche in questo caso.
Residence comprendente un bar-ristorante, un albergo, un supermercato-discount e una fila di bungalow + roulotte che danno sul mare. Include, sulla spiaggia, il camping “M. e S.”.
In questo posto è stato consumato l’omicidio del proprietario dell’albergo.
Splendida villa del tardo 1700 ristrutturata nel 1907 poi convertita, assieme al suo magnifico parco, in Istituto Professionale Agrario. La costruzione di un nuovo edificio adibito a scuola dove sono state trasferite le attività e la conseguente incuria riservata alla villa ne hanno decretato la rovina. Sciacalli, vandali e intemperie l’hanno ridotta molto male.
Nel nostro Bel Paese è possibile incappare in edifici abbandonati come questo, per cui davvero non si capisce come possano venire dismessi. In buono stato, attrezzati di tutto punto e – aggiungerei – necessari ai bisogni della società. Invece succede anche questo, che un centro di accoglienza per disabili psicofisici con patologie neuropsichiatriche, in questo caso bambini e ragazzi, venga chiuso e lasciato a se stesso.
A partire dagli anni ’70, lo sviluppo di approcci più recenti in psichiatria (che portarono alla chiusura dei manicomi e alla riorganizzazione dei servizi sul territorio), è corrisposto nel settore infanzia e adolescenza un movimento per l’integrazione nelle scuole, in classi normali, dei soggetti variamente disabili, che prima erano inseriti invece in classi speciali o istituti speciali, detti differenziali, come avviene tuttora in alcuni altri paesi del mondo occidentale.
Remember that piano
So delightful unusual
That classic sensation
Sentimental confusion
…E se si piazzava l’Asta in un certo punto a una certa ora della giornata, la luce del sole proveniente dall’esterno formava un raggio che scendeva sul pavimento, qui. E indicava il luogo esatto del Pozzo delle Anime.
Il mondo esterno è percepibile solo dal brusio di sottofondo proveniente dalla strada provinciale, distante qualche centinaio di metri e dal rumore di qualche sporadico treno che transita sulla vicina ferrovia.
Ti trovi sul tetto della fabbrica, dominando un paesaggio glorioso, baciato dal sole e dalla leggera brezza tiepida che ti fa già sognare di primavera.
Cammini tra i viali, circondato dalla storia, muovendo i passi dove migliaia di persone hanno camminato per decenni come in un produttivo e organizzato formicaio.
Chissà se sono ancora sulla loro finestra, quei pupazzi di neve che ci fanno gli auguri dall’ospedale psichiatrico..?
Cosa c’è di meglio, in un bel Ferragosto nuvoloso e temporalesco, che andare a fare una bella esplorazione in una discoteca abbandonata? Sicuramente il cielo plumbeo ha giovato alla prima tranche dell’esplorazione; il giorno dopo, con il sole, infatti, il luogo ha assunto un’atmosfera più banale e la luce ha reso un inferno realizzare degli scatti appena accettabili.